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Come migliorare gli otto del bacino nella danza del ventre

Per migliorare gli otto bacino danza del ventre, non basta disegnare una forma più grande. Un otto pulito nasce dalla coordinazione tra appoggi, mobilità delle anche, direzione e continuità. Quando uno di questi elementi manca, il movimento può sembrare rigido, asimmetrico o interrotto nel passaggio da un lato all’altro.

Gli otto, chiamati anche figure eight o movimenti a infinito, appartengono al vocabolario fluido della danza orientale. Possono svilupparsi su un piano orizzontale, parallelo al pavimento, oppure su un piano verticale, come se il bacino disegnasse il simbolo dell’infinito su una parete. La terminologia, però, non è universale: scuole e insegnanti possono usare nomi differenti per indicare la stessa direzione.

Per evitare equivoci, durante lo studio è più utile descrivere con precisione il percorso del bacino:

  • avanti, lato, indietro e centro;
  • indietro, lato, avanti e centro;
  • alto, lato, basso e centro;
  • basso, lato, alto e centro.

Il cue fondamentale è:

“Non spingere il bacino lungo una forma già pronta. Costruisci l’otto un segmento alla volta, poi elimina le interruzioni.”

La posizione di partenza e il ruolo degli appoggi

Prima di lavorare sulle diverse varianti, organizza una posizione che permetta al bacino di muoversi senza chiedere alla zona lombare di compensare.

Sistema i piedi a una distanza comoda, orientativamente sotto le anche. Mantieni le ginocchia disponibili, senza piegarle eccessivamente e senza bloccarle. Distribuisci il peso sull’intero piede, evitando di cadere soltanto sui talloni o sulle punte.

Il busto dovrebbe apparire allungato ma non rigido. Non spingere il petto in avanti e non trattenere il bacino con una forte contrazione addominale. Il concetto di bacino neutro viene spesso utilizzato nella formazione dei danzatori per descrivere una relazione organizzata tra bacino e curva lombare, non una posizione bloccata da mantenere con forza.

La posizione neutra è il punto dal quale parti e al quale puoi ritornare. Durante l’otto, naturalmente, il bacino si sposta, ruota o inclina. L’obiettivo non è impedirgli di muoversi, ma evitare che il movimento venga sostituito da una compressione lombare.

Prova questo controllo iniziale:

  1. appoggia le mani sui lati del bacino;
  2. sposta lentamente il peso sulla gamba destra;
  3. torna al centro;
  4. spostalo sulla gamba sinistra;
  5. controlla che le spalle non oscillino nella direzione opposta;
  6. continua a respirare.

Se non riesci a trasferire il peso senza muovere tutto il busto, l’otto risulterà probabilmente instabile. Prima di cercare la forma completa, lavora quindi sulle traslazioni laterali.

Un altro elemento importante è distinguere appoggio e spinta. Appoggiare il peso sulla gamba destra non significa spingere violentemente l’anca destra verso l’esterno. La gamba sostiene il corpo; il bacino può quindi sviluppare la propria traiettoria con maggiore libertà.

Negli otto eseguiti sul posto, il peso può restare relativamente centrale oppure trasferirsi leggermente da un lato all’altro, secondo lo stile e l’effetto desiderato. Quando il movimento viene utilizzato per camminare, invece, il trasferimento deve diventare più evidente.

Otto orizzontale interno ed esterno

Nell’otto orizzontale il bacino disegna una forma parallela al pavimento. Immagina di avere una matita su ciascun lato delle anche e di tracciare due ovali collegati.

Per costruire una prima direzione con il lato destro:

  1. porta l’anca destra leggermente in avanti;
  2. accompagnala verso destra;
  3. ruotala indietro;
  4. riportala verso il centro;
  5. continua con l’anca sinistra.

Il lato sinistro ripeterà il percorso: avanti, lato, indietro e centro. Il risultato non dovrebbe sembrare composto da due cerchi separati. Il ritorno del primo lato deve già preparare l’inizio del secondo.

Per invertire l’otto:

  1. porta l’anca destra leggermente indietro;
  2. accompagnala verso destra;
  3. ruotala in avanti;
  4. riportala al centro;
  5. continua con il lato sinistro.

In questo caso il percorso diventa: indietro, lato, avanti e centro.

Alcuni insegnanti chiamano queste direzioni otto interno e otto esterno; altri utilizzano termini come forward figure eight, reverse figure eight oppure Turkish figure eight. Poiché non esiste una nomenclatura condivisa da tutte le scuole, è sempre meglio verificare quale percorso intenda il proprio insegnante. Le descrizioni più diffuse dell’otto orizzontale combinano una traslazione laterale con una torsione delle anche.

L’errore più frequente consiste nel ruotare tutto il corpo. Se l’anca destra va avanti, anche spalle, testa e ginocchia si girano. L’otto perde così la sua qualità di isolamento e diventa una rotazione generale.

Per correggerlo:

  • guarda davanti a te;
  • mantieni lo sterno rivolto in avanti;
  • riduci l’ampiezza;
  • lascia che le ginocchia si adattino senza orientarsi completamente;
  • controlla che il movimento avvenga soprattutto sotto la vita.

Un secondo errore è trasformare l’otto in un quadrato: avanti, stop, lato, stop, indietro, stop. Durante l’apprendimento è normale scomporre il percorso, ma successivamente gli angoli devono essere arrotondati.

Prova a eseguire ogni metà dell’otto in quattro tempi:

  • uno: avanti;
  • due: lato;
  • tre: indietro;
  • quattro: centro e passaggio.

Ripeti lentamente, poi elimina gradualmente le fermate. Il conteggio rimane, ma il bacino non smette mai di viaggiare.

Un terzo problema è la differenza tra i due lati. Quello dominante può disegnare un ovale ampio e chiaro, mentre l’altro crea soltanto un piccolo spostamento.

In questo caso lavora separatamente. Ripeti più volte soltanto la metà debole, senza completare l’intero otto. Non cercare immediatamente la simmetria estetica: prima rendi comprensibile il percorso.

Otto verticale verso il basso e verso l’alto

Nell’otto verticale il movimento avviene su un piano simile a una parete posta davanti o dietro il corpo. Ogni anca descrive un piccolo cerchio verticale, mentre l’altra prepara il percorso opposto.

Nella variante diretta dall’alto verso il basso, spesso chiamata Maya in molte scuole, il percorso del lato destro può essere studiato così:

  1. solleva l’anca destra;
  2. portala leggermente verso l’esterno;
  3. accompagnala verso il basso;
  4. raccoglila verso il centro;
  5. inizia con il lato sinistro.

La sensazione è quella di aprire la parte superiore dell’otto e lasciarla scendere lateralmente. Fonti didattiche contemporanee descrivono comunemente la Maya come un otto verticale discendente, pur con variazioni terminologiche tra metodi.

Il sollevamento dell’anca non dovrebbe nascere da un’inclinazione completa del busto. Può essere favorito dalla distensione controllata di una gamba e dall’adattamento dell’altra, ma le spalle devono rimanere relativamente stabili.

Evita anche di comprimere il fianco per ottenere maggiore altezza. L’anca non deve avvicinarsi con forza alle costole. Una forma più piccola, eseguita senza schiacciare la zona laterale, risulta spesso più fluida.

Nell’otto verticale dal basso verso l’alto, chiamato in alcune scuole reverse Maya o otto egiziano, la direzione viene invertita:

  1. lascia scendere il lato destro;
  2. accompagnalo verso l’esterno;
  3. sollevalo;
  4. raccoglilo verso il centro;
  5. continua con il lato sinistro.

Qui il punto critico è il passaggio dal basso all’alto. Molti allievi cercano di sollevare l’anca con uno scatto, facendo sobbalzare tutto il busto. Il movimento dovrebbe invece curvare verso l’esterno e risalire progressivamente.

Per comprenderlo, immagina di raccogliere qualcosa dal basso con il lato del bacino. Non tirare l’anca direttamente verso le costole: falla passare prima attraverso lo spazio laterale.

Le due varianti possono essere confrontate così:

  • alto verso il basso: apertura, discesa e raccolta;
  • basso verso l’alto: discesa, apertura e risalita;
  • orizzontale: prevalgono torsione e traslazione;
  • verticale: prevalgono sollevamento, discesa e inclinazione laterale controllata.

La differenza non riguarda soltanto la direzione. Cambia anche la qualità. L’otto discendente può apparire morbido e avvolgente; quello ascendente può dare una sensazione di raccolta e sollevamento. Queste qualità non sono obbligatorie, ma possono aiutare a collegare la tecnica alla musica.

Ampiezza e continuità del movimento

Un otto molto grande non è necessariamente più corretto. Aumentando troppo l’ampiezza, potresti:

  • perdere l’appoggio;
  • spostare il busto;
  • comprimere la zona lombare;
  • bloccare il respiro;
  • creare angoli;
  • rallentare eccessivamente il passaggio centrale.

Comincia con una forma piccola. L’otto dovrebbe essere riconoscibile anche senza spingere le anche ai limiti della mobilità. Solo quando il percorso è continuo puoi ampliarlo.

Per trovare la tua ampiezza funzionale, prova tre versioni:

  • piccola, quasi interna;
  • media e chiaramente visibile;
  • grande, pensata per una frase scenica.

Registrati frontalmente. Se nella versione grande il busto oscilla, le ginocchia collassano o il movimento rallenta nei punti estremi, torna all’ampiezza media.

La continuità dipende soprattutto dal passaggio centrale. Molti otto sono ben eseguiti a destra e a sinistra, ma si interrompono quando cambia il lato.

Il centro non è una pausa. È un incrocio.

Quando l’anca destra completa il proprio percorso, quella sinistra deve essere già pronta a iniziare. Non aspettare di “finire completamente” un lato per attivare l’altro.

Un esercizio efficace consiste nel pensare all’otto come a un unico nastro continuo. Non esistono un cerchio destro e un cerchio sinistro: esiste una linea che non si spezza.

Anche il respiro aiuta. Trattenere l’aria tende a irrigidire addome e torace, rendendo più difficile il controllo fine del bacino. Le risorse di medicina della danza ricordano che il respiro partecipa al sostegno del tronco e che bloccarlo non equivale a stabilizzare meglio.

Prova a espirare lentamente durante un otto completo. Inspira nel successivo. Quando la respirazione diventa naturale, smetti di associarla rigidamente a ogni ripetizione e lascia che continui libera.

Routine pratica per otto più puliti

Dedica circa quindici minuti a questa progressione, senza cercare subito velocità o sovrapposizioni.

1. Traslazioni laterali

Esegui otto spostamenti del bacino a destra e a sinistra. Mantieni spalle e testa relativamente ferme. Controlla l’arrivo del peso.

2. Torsioni

Porta un’anca avanti mentre l’altra va indietro. Alterna lentamente senza spostare le ginocchia in modo eccessivo.

3. Mezzi otto orizzontali

Lavora quattro volte soltanto a destra e quattro soltanto a sinistra. Ripeti nella direzione opposta.

4. Otto orizzontale completo

Unisci i lati in otto tempi. Passa poi a quattro tempi e infine a due, ma soltanto se la forma resta leggibile.

5. Sollevamenti e discese

Sposta il peso su una gamba e fai salire e scendere l’anca opposta senza inclinare tutto il busto.

6. Mezzi otto verticali

Esegui alto, esterno, basso e centro. Ripeti poi basso, esterno, alto e centro.

7. Otto verticale completo

Unisci i due lati mantenendo piccola l’ampiezza. Cerca una velocità uniforme.

8. Variazioni musicali

Prova ogni movimento con tre qualità:

  • molto lento e melodico;
  • regolare su una pulsazione;
  • più piccolo e leggermente accelerato.

Solo dopo aver acquisito continuità puoi aggiungere camminate, braccia, cambi di direzione o uno shimmy sovrapposto.

Gli errori da controllare sono sempre gli stessi:

  • spalle che seguono il bacino;
  • ginocchia bloccate;
  • peso sui talloni;
  • addome trattenuto con troppa forza;
  • fiato sospeso;
  • un lato più veloce dell’altro;
  • passaggio centrale fermo;
  • ampiezza superiore al controllo disponibile;
  • dolore lombare o articolare ignorato.

Se compare dolore, riduci l’ampiezza e interrompi il movimento che lo provoca. Un otto può richiedere lavoro e coordinazione, ma non dovrebbe essere costruito forzando una zona dolorosa. Quando il fastidio persiste, è opportuno parlarne con l’insegnante e con un professionista sanitario qualificato.

Migliorare gli otto significa infine accettare una progressione meno spettacolare ma più efficace: prima la direzione, poi la continuità, quindi l’ampiezza e soltanto alla fine la velocità.

Un otto pulito non mostra lo sforzo necessario per costruirlo. Fa percepire una linea che attraversa il bacino e continua senza trovare ostacoli.